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LE PROVE DEL TRADIMENTO

HANNO TRADITO IL POPOLO ITALIANO

Hanno ceduto la nostra Sovranità

POPOLO ITALIANO , NOI PROSEGUIAMO LA NOSTRA MISSIONE PER RIPORTARE LA GIUSTIZIA IN ITALIA , SPERANDO UNA VOLTA PER TUTTE CHE CAPIATE L'IMPORTANZA DI DONARCI QUALCHE EURO PER PORTARE AVANTI LA NOSTRA GUERRA E PER RIPRENDERCI CIO' CHE E' NOSTRO, LA NOSTRA PATRIA ... ATTENZIONE ATTENZIONE SIGNORI MAGISTRATI CHE STATE RICEVENDO LE NOSTRE DENUNCIE PERCHE' SE NON DARETE CORSO AD ESSE PROVVEDEREMO SEPPUR IN MANIERA ELEGANTE A QUERELARE ANCHE VOI !

Articolo 241 Codice Penale : Articolo 241. Attentati contro la integrità, l’indipendenza o l’unità dello Stato. Chiunque commette un fatto diretto a sottoporre il territorio dello Stato o una parte di esso alla sovranità di uno Stato straniero, ovvero a menomare l’indipendenza dello Stato è punito con la morte (1).
Alla stessa pena soggiace chiunque commette un fatto diretto a disciogliere l’unità dello Stato, o a distaccare dalla madre Patria una colonia o un altro territorio soggetto, anche temporaneamente, alla sua sovranità.
(1) La pena di morte è stata soppressa e sostituita con l’ergastolo.
Pubblicato nel Codice Penale


MESSAGGIO RIVOLTO ANCHE A TUTTE LE FORZE DELL'ORDINE AFFINCHE' CAPISCANO CHE IL LORO GIURAMENTO E' STATO TRADITO !!!  VIVA L'ITALIA E FUORI DALL'EUROPA SUBITO.

Cosa dovrà mai dunque fare un politico per essere accusato di tradimento? Giorgio Napolitano ha sicuramente tradito la Costituzione costringendoci a vivere nell'illegittimità del colpo di stato compiuto chiamando Mario Monti a governare, continuando fino ad oggi a non indire mai le elezioni, mantenendo in vita un Parlamento dichiarato illegittimo dalla Consulta in quanto dichiarata illegittima la legge elettorale con la quale è stato eletto. Tutte le istituzioni attuali sono pertanto illegittime, tutte le «riforme» decise da Renzi con il consenso di un Parlamento illegittimo e firmate dall'altrettanto illegittimo presidente della Repubblica non sono valide e la democrazia non esiste più, come dimostrato anche dal fatto che i partiti di opposizione pur di sopravvivere, consentono quasi tutto, oppure si oppongono quando sanno che comunque la loro opposizione non metterà in crisi il governo. Giorgio Napolitano ha tradito la Costituzione anche nel momento in cui, cedendo alla richiesta di Monti di essere in ogni caso garantito venendo a governarla, lo ha nominato senatore a vita, lasciando esterrefatti gli italiani che non lo conoscevano affatto. Eppure la Costituzione precisa che tale carica deve essere motivata da una ricca produzione letteraria, artistica, scientifica che abbia dato lustro all'Italia. Visto che Mario Monti non ha mai prodotto nulla e che perfino nel mondo bruxellese dove i massoni e bilderberghiani come lui nuotano benissimo, non ha combinato niente di buono tanto da essere costretto a dimettersi con due anni di anticipo dalla Commissione europea «per l'accertata responsabilità collegiale nei casi di frode, cattiva gestione e nepotismo», è evidente che Napolitano ha esercitato il suo potere contro la Costituzione e che la nomina di Mario Monti non è valida. Ho citato massoni e bilderberghiani: Napolitano ne fa parte e il suo nome si trova in tutti i libri che si occupano di questo argomento, così come ci si trova quello di Ciampi, di Monti, di Enrico Letta, di Draghi, di Amato, di Prodi e così via (di Renzi i cataloghi della massoneria affermano che non è ancora un iniziato perché attende l'opportunità di diventarlo in una loggia importante). Bisogna aggiungere poi il legame fraterno con i numerosi e importantissimi massoni presenti in Vaticano, i quali naturalmente hanno enormi possibilità per influire sulle nomine fondamentali ovunque. Questo è dunque il vero problema di una finta democrazia: gli esponenti di un'associazione, comunque essa si chiami, sono collegati fra loro sostenendosi nell'occupare le cariche politiche ed economiche più importanti, e mentre se un politico procede in questo modo con i suoi parenti, questo comportamento viene considerato un abuso e un illecito, il legame fra massoni sfugge ad ogni critica. Il fatto che la massoneria non sia più segreta, non ha cambiato in nulla la strategia di potere che essi perseguono e che hanno brillantemente messo in atto con la costruzione dell'Ue e della Bce. Bruxelles è un loro fortino così come sono esclusivamente loro gli azionisti della Banca centrale; l'Ue è stata fatta appositamente: per consegnare a loro l'economia e i redditi europei. Adesso è stato già fissato il giorno dell'elezione del nuovo presidente, con elettori illegittimi naturalmente. Nessuno parla? Il presidente del Senato è un magistrato: non sente il bisogno di essere lui a indire immediatamente le elezioni e riportare l'Italia nella legalità?

MATTARELLA E IL GOLPE CONTINUA

MATTARELLA E IL GOLPE CONTINUA - Unione Movimenti Liberazione

Giorgio Napolitano non mi è mai piaciuto: troppo comunista e troppo impiccione per essere digeribile come capo dello Stato. Nei quasi nove anni trascorsi al Quirinale non mi ha mai dato l’impressione di essere super partes, come richiederebbe il ruolo, e soprattutto non è mai stato zitto un giorno, ficcando il naso e anche le mani in ciò che non era di sua competenza. Dunque, quando se n’è andato e il suo posto è stato preso da Sergio Mattarella, non dico che ho stappato una bottiglia di prosecco, ma per lo meno in cuor mio mi sono rallegrato del fatto che sul Colle non ci fosse più nonno Giorgio e che finalmente non avrei dovuto più ascoltare le sue prediche inutili.

Immaginavo che il nuovo presidente della Repubblica sarebbe stato sobrio, poco presenzialista, sensibile solo alle questioni costituzionali e generali, un po’ nel solco di quello che era stato nel passato, da ministro e da giudice costituzionale. Insomma, mi auguravo una svolta, cioè un capo dello Stato che facesse il capo dello Stato e dunque fosse garante della costituzione nel rispetto dei poteri che la costituzione gli attribuisce, senza scavalcamenti, ma senza neppure deroghe a chicchessia. In cambio ero pronto anche a farmi andar bene il grigiore che ha emanato fin dal primo giorno il nuovo inquilino del Colle.

Purtroppo, trascorsi ormai parecchi mesi dal suo insediamento al Quirinale, mi devo ricredere. E non perché Mattarella si sia rivelato improvvisamente un sabotatore della carta che custodisce i valori della Repubblica o perché da uomo di poche parole sia divenuto improvvisamente garrulo e da grigio e sobrio che era si sia trasformato in un gaudente presenzialista. No, semplicemente perché Mattarella non c’è, non esiste. O meglio, esiste, interviene, parla nelle occasioni ufficiali, quando lo tolgono dal frigorifero e lo scongelano, eppure non dice niente e sempre di più somiglia a un supplente, un ospite di passaggio che viene portato in visita a qualche cosa che non conosce e di cui non gli importa nulla.

Va ad Expo l’ultimo giorno cercando di farsi notare il meno possibile per non rubare la scena a Matteo Renzi (l’inaugurazione la lasciò al presidente del Consiglio in modo che si intestasse i meriti della manifestazione). Taglia qualche nastro quando serve e se c’è da fare un discorso di buon senso non si tira indietro. Ma poi basta. Per il resto sta chiuso nel suo palazzo, al Quirinale, come se tutto quello che succede nel nostro Paese non lo riguardasse e non lo stimolasse a far sentire il suo pensiero. Non dico che si debba trasformare in un Napolitano o in uno Scalfaro, due dei peggiori capi di Stato che ci siano toccati in sorte da quando c’è la Repubblica, pronti ogni giorno a mettersi in vista e a condizionare governi legittimamente eletti. Ma neppure è accettabile che Mattarella si riduca ad essere una specie di fantasma del Colle.

A indurmi a questa riflessione è soprattutto il suo atteggiamento sul tema delle pensioni. Ma come, nella legge di stabilità si tornano a inserire norme che prevedono il blocco dell’indicizzazione sui trattamenti previdenziali oltre una certa soglia e lui che fa? Firma la legge e tace. Il governo vara un provvedimento che invece di restituire il maltolto ai pensionati aggira la sentenza della Corte costituzionale e il capo dello Stato che fino a pochi mesi prima di quella stessa corte era uno dei giudici, come si comporta? Sottoscrive lo scippo dell’esecutivo e si tappa la bocca. Ultima prova di assenza di vita sul Colle è il dibattito scatenato dal presidente dell’Inps Tito Boeri, il quale dopo aver fatto trapelare le sue idee di riforma previdenziale ha messo nero su bianco un disegno di legge che prevede di dare un reddito minimo ai cinquantenni rimasti senza lavoro, finanziando l’operazione con l’ennesima tassa sui trattamenti pensionistici oltre i 2200 euro netti al mese. Tutto ciò in barba a più sentenze della Corte costituzionale che hanno dichiarato illegittimo il prelievo.

Come è possibile che il presidente della Repubblica, il quale è stato per anni un giudice costituzionale e dunque è uomo sensibile alla legittimità delle leggi, non si sia accorto dell’incostituzionalità delle misure che il governo vara? Come è possibile che non si opponga, rifiutando la firma a provvedimenti palesemente in contrasto con le sentenze dei suoi ex colleghi? Come si spiega che di fronte a un dibattito che per l’ennesima volta punta a toccare l’assegno previdenziale dando prova che questo è il Paese dell’incertezza del diritto, la prima carica dello Stato non senta il dover di far sentire la propria voce? Dopo essermi a lungo interrogato, ne ho concluso che ci sono soltanto due risposte. O Mattarella è lo spettro della Repubblica, ossia la rappresentazione di un potere che è solo un’illusione ottica ma ormai non esiste più, oppure il capo dello Stato ha accettato il Colle in cambio del silenzio, divenendo simulacro di un contrappeso che ormai pesa solo a favore di Matteo Renzi. Non ci sono altre spiegazioni. O il Quirinale è ormai una scenografia di facciata, un po’ come quei palazzi sui set dei film che hanno solo la parte anteriore ma dietro sono legno e cartapesta, oppure il presidente della Repubblica è frutto di un accordo iniziale che prevedeva che l’uomo del Colle non fosse più l’uomo dei no, ma solo un uomo dei sì.

Forse qualcuno riterrà il mio discorso un po’ brutale e magari anche offensivo. Ma non è questa la mia intenzione. Avendo collezionato - credo caso più unico che raro - già due indagini per vilipendio al capo dello Stato (da cui sono regolarmente uscito senza alcuna condanna) non voglio prendermi la terza. Vorrei solo una risposta.

di Maurizio Belpietro
@BelpietroTweet

GIULIANO AMATO LA VERITA' !

DOCUMENTO PROBATORIO 1

Allucinante confessione di Giuliano Amato, deposta come se si trattasse di una marachella qualunque e non della vita di milioni di persone: sapevano, li avevano avvisati, avevano previsto tutto ma andarono avanti lo stesso! Portarono questo paese nell’euro pur consapevoli che difficilmente avrebbe funzionato. Ma non è una lezione di storia, non è il racconto della decadenza del Sacro Romano Impero. E’ qualcosa che sta succedendo adesso, qui. Andrebbe raccontato con ben altro sentimento di contrizione, non con questa nonchalance. Hanno giocato. Hanno perso, ma il debito di morte dobbiamo pagarlo noi. Siamo alla follia! Ecco le sue allucinanti parole.

Amato, possibile candidato a Presidente di questa schifosa Repubblica, nel 92, di notte, come fanno i ladri, prelevo' il 6 per mille dai conti correnti degli italiani, forzosamente, per poter farci entrare anche nell'euro. Ora in questa intervista ammette di sapere che l'euro non avrebbe funzionato... allora e' vero, che chi comanda in Europa non sono i cittadini, ma sono lobby finanziarie che comandano i nostri destini, le nostre fatiche,le nostre vite, il nostro futuro... e che tutti loro hanno interesse a ridurre la sovranita' di ogni nazione e a conformare il nostri pensieri e ad uniformare la societa' dove non ci sara' piu' distinizione di genere, di pensiero politico, di opinione, di gusti.... ed i nostri governanti sanno e non ci dicono. 
Io un topo di fogna come lui, che mi ha messo le mani in tasca dicendo che era per il mio futuro e mentiva sapendo di mentire, io uno come lui non lo voglio.

IMPRESSIONANTE PRODI!!! ASCOLTATE LA SUA VERGOGNOSA DICHIARAZIONE!!!

DOCUMENTO PROBATORIO 2
Pubblicato il 01 mar 2013

Ascoltate questo TRADITORE dell'ITALIA... che di recente è stato condannato dalla Giustizia Europea per tutta una serie di REATI!...
Ascoltate LUI che ha "TRATTATO" per il cambio LIRA-EURO come CONFESSA DI AVER SVENDUTO LA LIRA RISPETTO AL MARCO TEDESCO !!!

CON L'EURO ABBIAMO DOVUTO IMPOVERIRVI - Ora lo dice anche Draghi

DOCUMENTO PROBATORIO 3
Pubblicato il 06 gen 2015

I paesi che hanno perso la flessibilità del cambio con l'ingresso nell'Unione Monetaria devono per forza realizzare i necessari aggiustamenti attraverso la svalutazione interna. Così Draghi a Helsinki. Svalutazione interna significa fare esattamente quello che ha fatto Monti e che ha ammesso candidamente alla CNN: distruggere la domanda interna. Guarda qui per ascoltare le sue stesse parole: