23 Giugno vi aspettiamo a Bologna al Convegno Nazionale

23 Giugno vi aspettiamo a Bologna al Convegno Nazionale - Unione Movimenti Liberazione

 

AVVISO PER IL POPOLO ITALIANO !

 La XVII legislatura della Repubblica Italiana è stata in carica dal 15 marzo 2013, con la prima seduta della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica, le cui composizioni sono state determinate dai risultati delle elezioni politiche del 24 e 25 febbraio 2013, indette dopo lo scioglimento delle Camere avvenuto il 22 dicembre 2012.

 Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha sciolto le Camere il 28 dicembre 2017, dando inizio all'iter che porterà a nuove elezioni politiche. I poteri dell'attuale Parlamento sono prorogati, secondo l'articolo 61 secondo comma della Costituzione della Repubblica Italiana, finché non si sarà riunito quello nuovo. Ma!!!!  Rumors dicono che ci riproveranno, lo IUS SOLI è la loro priorità, non il benessere degli Italiani, quindi VIETATO abbassare la Guardia.

Inoltre "sembrerebbe che alle Elezioni Politiche Italiane di questo 2018, ( guarda caso ) vi sono state alcune  improvvise Dichiarazioni di Eminenti Personaggi Italiani ed esteri, che, " dichiaratamente " in un modo o nell’altro sono “ preoccupati ” che il Popolo Italiano si possa scegliere Leaders di Partiti formati da persone che loro definiscono Populisti. Sembrerebbe che vi sia la volontà di detti sommi signori di non Legittimare eventuali governi di centro destra Democraticamente eletti..... a questi signori desideriamo ricordare quanto cosa vuol dire Populismo, andiamo a vedere :

 

Il populismo (dall'inglese populism, traduzione del russo народничество narodničestvo) è un atteggiamento culturale e politico che esalta il popolo, sulla base di principi e programmi ispirati al socialismo; nel linguaggio comune tuttavia il suo significato viene spesso confuso con quello di demagogia. Il populismo può essere sia democratico e costituzionale, sia autoritario. Nella sua variante conservatrice è spesso detto populismo di destra.

 

Prende il nome dall' omonimo movimento populista  sviluppatosi in Russia  tra la fine dell'Ottocento  e l'inizio del Novecento, che proponeva un miglioramento delle condizioni di vita delle classi contadine e dei servi della gleba  attraverso la realizzazione di un socialismo basato sulla comunità rurale russa in antitesi alla società industriale occidentale.

 

In Italia è stato spesso usato con accezione negativa, nei confronti del fascismo o della Lega ma anche di Fratelli d’Italia”, e di vari movimenti leaderistici, spesso affini alla destra, ma anche al centro-sinistra; spesso questi gruppi hanno rifiutato questa etichetta.

 

AVETE CAPITO ?  DUNQUE I “ SIGNORI ” POTENTI ITALIANI ED EUROPEI TEMONO IL POPULISMO PERCHE’ E’ UNA ENTITA’ CHE LOTTA PER IL BENE DEL POPOLO...... MA ALLORA SE LORO SONO CONTRO IL POPULISMO VUOL DIRE CHE SONO CONTRO IL POPOLO ? BEH NEL CASO ANCORA NON LO AVESSI CAPITO E’ IL CASO CHE TU IL 04 MARZO CI PENSI MOLTO MA MOLTO BENE, PERCHE’ SE PUO’ ESSERE VERO COME LO E’ CHE DI FIDUCIA NON NE HAI PIU’ ! E’ ANCHE VERO CHE MAI COME ORA NELLE TUE MANI HAI IL DESTINO DEI TUOI FIGLI, DEI TUOI NIPOTI DELLA TUA STIRPE. PENSACI, PRIMA DI FIRMARE PENSACI PERCHE’ ORA SEI VERAMENTE AL BIVIO, RINASCITA O ....................... QUINDI CI SENTIAMO DI CONSIGLIARVI DOPO UNA LUNGA, LUNGHISSIMA RIFLESSIONE E MOLTI MA MOLTI INTERROGATIVI, DI VOTARE COMPATTI  LEGA NORD O SE PROPRIO NON SIETE D'ACCORDO FRATELLI D'ITALIA.

 

PERCHE' NON ABBIAMO PARTECIPATO ALLE POLITICHE 2018

PERCHE' NON ABBIAMO PARTECIPATO ALLE POLITICHE 2018 - Unione Movimenti Liberazione

Caro mio Popolo italiano, con questa comunicazione è nostra intenzione delucidarvi sugli sviluppi politici e le intenzioni prese di comune accordo con i delegati e i movimenti aderenti al N.I.T. ( nuova italia tricolore ).

 A seguito della enorme quantità di firme con cui il popolo italiano ha espresso parere contrario allo Ius Soli, contribuendo a farlo naufragare, e a seguito della intensa attività di informazione e riunificazione dei vari movimenti nati su tutto il territorio, U.M.L. è stata addocchiata e contattata, in forma telefonica e con diversi appunamenti diretti a cui abbiamo presenziato, da esponenti politici di grosso spessore. Vista la vicinanza delle elezioni politiche di marzo, risulta inutile spiegarvi le intenzioni o su cosa vertevano gli appuntamenti. Sono rimasti dei dubbi e molte perplessità che abbiamo valutato e discusso con tutti i presidenti e delegati dei vari movimenti coinvolti, come si dovrebbe fare in un Paese realmente democratico.

 La partecipazione alle politiche prevede lo sforamento ( molto antidemocratico perché toglie il diritto di partecipazione politica a una fetta, seppur piccola, di popolazione ) del 3%. Per ovviare a questo inconveniente, negli ultimi tempi, molti movimenti stanno stringendo patti con partiti già presenti nei palazzi di potere con il miraggio di una o due poltrone.

 Nel caso questo tetto del 3% non venisse superato, i voti raccolti da una fetta di popolazione che ha posto fiducia in tale movimento, verrebbero persi e passerebbero automaticamente al candidato politico appoggiato avvantaggiando nuovamente un sistema politico corrotto e partitico a cui siamo contrari e che il nostro statuto osteggia esplicitamente. Il secondo problema, molto grosso, riguarda le tempistiche di presentazione delle liste. Da mesi cerchiamo di unirvi e solo negli ultimi tempi, con l'acqua alla gola, stiamo ottenendo dei risultati considerevoli. Purtroppo i tempi sono molto ristretti e non si farebbe in tempo a partecipare, se non con alleanze descritte precedentemente.

 Torniamo quindi al discorso precedente di coerenza politica e di correttezza nei confronti del popolo italiano.

Nonostante le alleanze ci siano e sia fattibile questa via, ci sentiamo di rifiutarle palesemente e con orgoglio. Non ci vogliamo far comprare e pilotare da nessuno della vecchia politica restando ligi ai nostri impegni e fedeli al nostro pensiero. Terzo problema. È di tipo economico. Dovete sapere che tutto il sistema politico attuale è improntato alla non partecipazione, ovvero alla limitazione massima della partecipazione politica di qualsivoglia partito di nuova nascita, movimento o esponente che faccia riferimento al popolo italiano in via diretta.

 Questo è stato ottenuto attraverso una serie di gabelle molto salate (si parla di decine di migliaia di euro) di cui, senza disponibilità, non si possono iscrivere nelle liste candidati e simboli. Altra situazione antidemocratica, visto che a mio avviso la partecipazione alla vita politica dovrebbe essere incoraggiata e gratuita. Morale della favola, 3% non raggiunto, denaro perso o addirittura regalato al sistema partitico che noi tanto osteggiamo. NOTA MOLTO DOLENTE Tra tutti i PAPAVERONI che ci hanno contattati per avere i nostri voti o il nostro appoggio, non ce n'è stato uno solo che abbia appoggiato mediaticamente ed economicamente l'ascesa del movimento o il rimborso spese per la spese per la partecipazione alle politiche. Per la serie: fate tutto voi in termini di lavoro, impegno politico, economico.... assumetevi tutto il rischio.... I VOTI A ME. - Troppo facile così, questa la dice lunga su ciò che sono le reali intenzioni degli esponenti politici. Questa è la prima comunicazione del 2018 a cui farò seguito con altre per illustrarvi la via che seguiremo. Sappiate che sarà molto più efficace di una nostra eventuale presenza nei palazzi del potere. Attendiamo in ogni caso comunicazione e partecipazione da parte di tutti i movimenti che REALMENTE (scritto in maiuscolo per motivi molto seri che vi spiegherò in secondo momento) vogliono il bene del popolo.

 Per N.I.T.

sergio ferrari Responsabile Nazionale Rapporti Esterni U.M.L.

Approvato dalla Dirigenza di Unione Movimenti Liberazione e Uniti per L'Italia

La sentenza di Palermo sulla presunta trattativa Stato-mafia lascia perplessi.

La sentenza di Palermo sulla presunta trattativa Stato-mafia lascia perplessi. - Unione Movimenti Liberazione

È una sentenza che lascia perplessi. Dico meglio: lascia un po’ sbigottiti.

 

 

 

 

 

Per cinque ragioni.

La prima è che non ci sono prove contro gli imputati. Soprattutto contro gli imputati di maggiore valore mediatico: il generale Mori ( e i suoi collaboratori) e l’ex senatore Dell’Utri. Non ci sono neanche indizi. La tesi dell’accusa si fonda tutta o su alcune testimonianze giudicate false da questo e da altri tribunali, o sulla parola di qualche mafioso, o su ricostruzioni dei pubblici ministeri molto interessanti ma costruite esclusivamente su ipotesi o sulla letteratura.

La seconda è che prima che si concludesse questo processo se ne erano svolti altri, paralleli e sulle stesse ipotesi di reato, e si erano conclusi tutti, logicamente, con le assoluzioni degli imputati ( tra i quali lo stesso Mori e l’on. Mannino). Questa sentenza, nella sostanza, ci dice che sì, probabilmente non ci fu il reato, ma ci sono i colpevoli.

La terza ragione dello stupore è il reato per il quale sono stati condannati gli imputati eccellenti.

Il reato si chiama così: «Attentato e minaccia a corpo politico dello Stato». Gli esperti e i professori dicono che nella storia d’Italia questo reato è stato contestato una sola volta. Nessuno però ricorda bene quando. Ma comunque quella volta non fu per minacce nei confronti del governo – ed è di questo che sono accusati Mori e Dell’Utri – perché esiste nel codice un reato specifico, scritto nell’art 289 del codice penale, che prevede appunto l’attentato contro un organismo costituzionale ( cioè il governo).

La quarta ragione non è di diritto ma è di buon senso. E sta nella assoluzione ( seppure per prescrizione) del capo della mafia ( Giovanni Brusca, uno dei boss più feroci del dopoguerra) che sarebbe l’autore della minaccia, contrapposta alla condanna del generale Mo- ri che è forse il militare che ha catturato più mafiosi dai giorni dell’Unità d’Italia ad oggi e che dalla mafia è stato sempre considerato nemico acerrimo La quinta ragione del nostro sincero sbigottimento sta nello scenario kafkiano che viene disegnato da questa sentenza. Lasciamo stare per un momento il dettaglio dell’assenza di prove. Cerchiamo di capire cosa l’accusa e la giuria ritengono che sia successo nel 1993- 94. Sarebbe successo questo: la mafia, guidata da Riina avrebbe minacciato lo Stato, prima e dopo le uccisioni di Falcone, Borsellino e delle loro scorte. Avrebbero chiesto l’allentamento del rigore carcerario con un ricatto: «Altrimenti seminiamo l’Italia di stragi». In una prima fase questa minaccia sarebbe stata mediata sempre da Dell’Utri e Mori, evidentemente con Ciampi e Scalfaro. Questa però è solo la tesi dell’accusa, perché la giuria non ci ha creduto, gli è parsa davvero troppo inverosimile. Poi succede che Mori – evidentemente mentre trattava con lui – arresta Riina assestando alla mafia il colpo più pesante dal dopoguerra. In una seconda fase, dopo gli attentati del ‘ 93 ( uno dei quali contro un giornalista Mediaset molto legato a Berlusconi, e cioè Maurizio Costanzo) la minaccia sarebbe stata portata a Berlusconi, che nel frattempo era diventato Presidente del Consiglio, attraverso Marcello Dell’Utri e forse attraverso lo stesso Mori, evidentemente colpito da un fenomeno grave di schizofrenia. Nessuna delle richieste dei mafiosi, però, fu accolta. E questo, in teoria, dimostrerebbe un comportamento rigorosissimo di Berlusconi: uomo davvero incorruttibile. E infatti la sentenza condanna gli imputati a risarcire con 10 milioni la presidenza del Consiglio, cioè Berlusconi. Le richieste mafiose che Dell’Utri, e forse Mori, avrebbero portato a Berlusconi ( e forse a Mancino, ministro dell’Interno, che però ha negato, è stato imputato per falso e poi assolto) erano contenute in un “papello” consegnato dall’ex sindaco Ciancimino, così sostiene il figlio dell’ex sindaco che però è stato a sua volta condannato per calunnia ( e dunque il papello è falso).

Ma una persona che legge queste cose qui e ha un po’ di sale in zucca, che deve pensare?

Beh, probabilmente gli viene in mente un’idea molto semplice: che quello di Palermo sia stato semplicemente un processo politico. E qualche conferma a questo sospetto viene da un paio di elementi. Il primo è che il Pubblico ministero che ha condotto l’accusa fino all’ultimo minuto, si è candidato a fare il ministro coi 5 Stelle, ha partecipato a diversi convegni politici dei 5 Stelle, ha presentato a nome dei 5 Stelle un programma per riformare la giustizia, e, appena emessa la sentenza, ha rilasciato dichiarazioni feroci contro Berlusconi, che oltretutto è parte lesa e non imputato. Possiamo tranquillamente dire che il Pubblico ministero era un uomo politico. Il suo predecessore, quello che avviò il processo ( si chiama Antonio Ingroia) ha partecipato recentemente alle elezioni in qualità di candidato premier con una lista di sinistra.

Anche questa circostanza ( almeno in forma così esplicita) è senza precedenti, credo, in tutti i paesi dell’Occidente.

Il secondo elemento sta in tutto quello che ha preceduto il processo. E cioè il processo mediatico, che difficilmente non ha condizionato fortemente la giuria di Palermo.

Ho sentito molti commentatori dire che comunque ci sarà un processo di appello, che potrà correggere gli errori del primo grado. Vero. Per fortuna l’impianto della nostra giustizia è solido. Però è difficile digerire l’arroganza del processo di Palermo, e la sua superficialità, e l’ingiustizia palese di alcune condanne, come quella contro il generale Mori. Ed è difficile non considerare il fatto che l’ex senatore Dell’Utri, che sta in cella in condizioni di salute gravissime, difficilmente, dopo questa nuova stangata, potrà sperare di ottenere cure adeguate e di rivedere il cielo senza sbarre.

No, non è stata una bella giornata.

 fONTE:http://ildubbio.news